Storia del Museo
Il Museo Civico di Paleontologia e Paletnologia di Maglie, istituito nel 1960 dal Gruppo Speleologico Salentino, un ente morale costituito nel 1955 a Maglie, fu riconosciuto con Decreto Interministeriale nel 1965 tra i Musei Minori non Statali.
Fortemente sostenuto dall'Istituto Italiano di Paleontologia Umana, nelle figure di Gian Alberto e Alberto Carlo Blanc, il Museo fu il naturale esito di una lunga attività di ricerca sul territorio, condotta da alcuni appassionati locali e da specialisti italiani, tra cui i due Blanc, Antonio Lazzari, Paolo Graziosi, Antonio Mario Radmilli, Giuliano Cremonesi e Decio de Lorentiis che, con carica onorifica, lo ha diretto dal 1970 al 1994. Dal 1999, la ridefinizione degli spazi espositivi al piano terra del Palazzo Sticchi, in Via Vittorio Emanuele, mira ad esaltare il ruolo di Museo del Territorio che questi studiosi vollero imprimergli fin dalla sua istituzione ed assieme alla Biblioteca Comunale F. Piccinno, costituisce il complesso culturale cittadino denominato L’Alca.
Protagonista principale di questo antichissimo mondo è l’Uomo, con gli strumenti litici e ossei del Neandertal e del Sapiens sapiens, che tracciano il percorso dell'uomo nelle prime fasi di popolamento del territorio, nelle varie soluzioni di adattamento agli ambienti e climi del Paleolitico e nelle sue prime forme di espressione artistica.
Manufatti ceramici, ossei e litici dei primi agricoltori neolitici e delle successive etnie tribali che popolarono il comprensorio dei Laghi Alimini, S. Maria della Grotta di Presicce, i siti di Maglie e Scorrano, la Falconiera di Supersano e tanti altri siti salentini, introducono nelle sfaccettate sfere ideologiche e quotidiane dell’uomo alle soglie della storia, segnate da riti funerari, da divinità delle acque e della terra, dagli alti menhir e dalla lunga amicizia con i naviganti micenei.





